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Sabato, Giugno 15, 2024
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L'emittente nazionale italiana mette sotto i riflettori la discriminazione nei confronti del personale docente universitario straniero, Lettori

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Henry Rodgers
Henry Rodgers
Henry Rodgers insegna lingua inglese all'Università “La Sapienza” di Roma e ha pubblicato ampiamente sulla questione della discriminazione.

Lo scorso fine settimana, Rai 3, un canale televisivo del servizio nazionale di radiodiffusione nazionale, ha trasmesso un programma sul mancato adempimento dell'Italia ai suoi obblighi come membro dell'Unione Europea. L’aderenza di uno Stato membro a questi obblighi viene misurata dal numero di procedimenti di infrazione avviati contro di esso dalla Commissione Europea per presunte violazioni degli impegni del Trattato. Ampiamente percepito come uno degli Stati più filoeuropei, le statistiche comparative delle procedure di infrazione avviate dalla Commissione contro gli Stati membri nel tempo mostrano che l’Italia ha un record decisamente scarso nel rispetto del diritto dell’UE.

Non a caso, la discriminazione nei confronti dei “Lettori”, il personale docente straniero nelle università italiane, è stata affrontata nel ha parlato 3 programma. La discriminazione rappresenta la violazione più duratura della disposizione sulla parità di trattamento del Trattato nella storia dell’UE. Inoltre, è degno di nota il fatto che lo scorso luglio la Commissione abbia deciso di deferire un altro caso di infrazione contro l’Italia alla Corte di giustizia dell’Unione europea (CGUE). Una serie di articoli in The European Times ripercorre la storia giuridica dei Lettori e la loro campagna contro le discriminazioni subite fin dal primo dei Sentenze Allué nel 1989 alla decisione del Collegio dei Commissari di deferire alla CGUE l’ultima procedura d’infrazione contro l’Italia nel luglio dello scorso anno.

John Gilbert è Coordinatore Nazionale Lettori per FLC CGII, il più grande sindacato italiano. Intervistato da Rai 3 all'Università di Firenze, dove insegna, ha brevemente illustrato i retroscena del caso di discriminazione in esame. Nel filone contenzioso che va dalla sentenza Allué del 1989 al procedimento d'infrazione pendente contro l'Italia, i Lettori hanno vinto 4 cause davanti alla CGUE sulla questione della parità di trattamento con i colleghi italiani. Questo dato molto probabilmente ha scioccato il pubblico Rai, vista la percezione generale che le sentenze della CGUE siano definitive e definitive. La durata del contenzioso ha fatto sì che molti Lettori siano andati in pensione senza aver mai lavorato nelle condizioni non discriminatorie cui dà loro diritto la parità di trattamento prevista dal Trattato. Inoltre, la discriminazione è in effetti anche una discriminazione di genere: l'80% dei 1,500 Lettori che insegnano o hanno insegnato prima della pensione nelle università italiane sono donne, ha sottolineato Gilbert.

Il fatto che la FLC CGIL, il più grande sindacato del paese, abbia chiesto alla Commissione Europea di perseguire l'Italia per il trattamento discriminatorio riservato ai Lettori stranieri è stato ovviamente un punto persuasivo per un pubblico di telespettatori italiani. Il signor Gilbert ha fatto riferimento ai sette recenti interventi a favore dei Lettori presso il commissario al Lavoro e ai diritti sociali, Nicolas Schmit. Oltre a queste rappresentazioni, e insieme a Asso.CEL.L, denunciante ufficiale nella procedura d'infrazione della Commissione contro l'Italia, la FLC CGIL ha condotto un'indagine nazionale Censimento dei Lettori, che ha documentato con soddisfazione della Commissione la prevalenza della discriminazione nei confronti dei Lettori nelle università italiane e ha avuto influenza nell'avvio del presente procedimento di infrazione.

La copertura del caso Lettori da parte della RAI, l'emittente ufficiale nazionale, continua il recente interesse mostrato per il caso Lettori dai media italiani. Il giorno Sciopero della FLC-CGIL del giugno 2023 nei campus di tutta Italia è stato ben coperto dai media locali italiani, con la copertura televisiva delle proteste a Firenze. Padova e Sassari. L'emittente nazionale si è mostrata particolarmente solidale con il caso Lettori, sottolineandone l'elevata qualificazione e il fondamentale ruolo didattico che i Lettori svolgono nelle università italiane. Trattandosi di un programma investigativo e di attualità, le conclusioni tratte avranno peso presso l'opinione pubblica. In particolare, Rai 3 ha criticato duramente il fatto che una discriminazione che potrebbe eventualmente portare all’imposizione di pesanti multe all’Italia avrebbe dovuto continuare per decenni a dispetto delle sentenze della CGUE.

Finora non è stata fissata alcuna data per l'udienza nel caso della Commissione contro l'Italia, elencato nell'art Registro della CGUE come nella causa C-519/23. Al di là dell’evidente interesse dimostrato in Italia, il caso è seguito da vicino in tutta Europa, soprattutto dagli studiosi di diritto comunitario. Questo perché la storia del caso e le questioni in gioco sono al centro dell’efficacia della procedura di infrazione come mezzo per far rispettare il diritto dell’UE. Per una migliore comprensione di queste questioni indubbiamente complesse e delle loro importanti implicazioni per l’amministrazione della giustizia dell’UE, è istruttivo ricordare la sentenza di esecuzione della CGUE del 2006 nella sentenza Causa C-119/04. È stato per la mancata attuazione di tale sentenza che la Commissione ha avviato il procedimento di infrazione attualmente pendente dinanzi alla Corte.

Nella causa C-119/04 la Commissione ha raccomandato l'imposizione di multe giornaliere di 309.750 euro sull'Italia per la continua discriminazione nei confronti di Lettori. L’Italia ha promulgato una legge dell’ultimo minuto nel marzo 2004, le cui disposizioni, secondo la CGUE, potrebbero porre rimedio alla discriminazione. In assenza di prove nelle deposizioni relative alla corretta attuazione di questa legge, la Corte ha rifiutato di sanzionare l’Italia. Il fatto che la Commissione abbia avviato una procedura d'infrazione dimostra chiaramente che essa ritiene che le disposizioni della legge del marzo 2004 non siano mai state successivamente attuate correttamente.  

Il caso Lettori dà poi luogo ad alcune importanti considerazioni in relazione allo svolgimento delle procedure di infrazione: 

 1. Le disposizioni del Trattato relative alle procedure di infrazione: Il Trattato di Roma ha conferito alla Commissione il potere di avviare procedure di infrazione contro gli Stati membri per presunta violazione degli obblighi del Trattato. Successivamente, una disposizione del Trattato di Maastricht ha ulteriormente conferito alla Commissione il potere di avviare procedimenti esecutivi per la mancata attuazione delle sentenze di infrazione e ha dato alla CGUE il potere di imporre sanzioni per la mancata osservanza. Chiaramente, poi, i procedimenti esecutivi sono stati introdotti per porre fine. Il caso Lettori dimostra che non ci sono riusciti.

2. Prova: Nella causa C-119/04 i giudici hanno puntualmente osservato che nelle deposizioni della Commissione non vi erano prove fornite dai Lettori per contrastare le affermazioni dell'Italia secondo cui la legge del marzo 2004 era stata correttamente attuata. Se queste prove fossero state fornite alla Corte, il caso avrebbe ovviamente avuto un esito molto diverso. Sono necessarie garanzie per garantire che i denuncianti, per conto dei quali la Commissione avvia procedimenti di infrazione, possano verificare e rispondere alle prove depositate dagli Stati membri.

 3.L'obbligo di riservatezza. Sebbene i procedimenti di infrazione siano avviati per conto dei denuncianti, i denuncianti non sono tecnicamente parti del procedimento e gli scambi tra la Commissione e lo Stato membro rimangono riservati. Per correttezza la Commissione ha raccolto ampia documentazione dai denuncianti Lettori nel corso del presente procedimento. Tuttavia, secondo le attuali disposizioni, i denuncianti rimangono all'oscuro della risposta di uno Stato membro alle loro osservazioni. All'Università “La Sapienza” di Roma, ad esempio, la Commissione è stata informata che un contratto ritenuto discriminatorio in a Sentenza della CGUE del 2001 rimane in vigore oggi. Lettori, in servizio da decenni, potrà ricevere la stessa retribuzione dei colleghi assunti anni dopo le sentenze Allué in barba alla stessa sentenza del 2001. L'accesso alle controargomentazioni di uno Stato membro in situazioni come queste sarebbe istruttivo e utile per i denuncianti.

 4.Legislazione retrospettiva degli Stati membri per interpretare le sentenze della CGUE

A seguito della sentenza nella causa C-119/04 e dell'accettazione da parte della Corte che i termini della legge italiana del marzo 2004 potevano porre rimedio alla discriminazione, i tribunali locali italiani hanno regolarmente riconosciuto ai ricorrenti Lettori risarcimenti ininterrotti per ricostruzioni di carriera dalla data del primo impiego. Ma, nel dicembre 2010, l’Italia ha promulgato la Legge Gelmini, una legge che pretendeva di fornire un’interpretazione autentica della legge del marzo 2004, e di conseguenza della relativa sentenza della CGUE.

La Gelmini limita all'anno 1995 la ricostruzione integrale della carriera dovuta a Lettori, limite che non è prescritto da nessuna parte nella sentenza della CGUE, né nella legge del marzo 2004. In contrasto con le sentenze della magistratura locale italiana, è anche in contrasto con le recenti decisioni di alcune università italiane, come Milano e Tor Vergata, che hanno premiato i loro Lettori ricostruzioni ininterrotte di carriera.   

Il punto in gioco qui è ovvio e non necessita di essere approfondito. Che uno Stato membro possa essere autorizzato a interpretare retrospettivamente la legislazione su cui la CGUE si è già pronunciata, e a proprio vantaggio, costituirebbe un precedente con implicazioni molto gravi per lo stato di diritto nell’UE.

Kurt Rollin è rappresentante Asso.CEL.L dei Lettori in pensione. Commentando il programma di Rai 3 e il caso pendente della CGUE contro l'Italia, Rollin ha detto:

“L’intransigenza dello Stato italiano ha trascinato i Lettori in un pantano giuridico per oltre quattro decenni. Nonostante il ricorso a tutti i mezzi disponibili per ottenere un risarcimento, l’Italia, con apparente impunità, ha negato il diritto alla parità di trattamento sancito dal Trattato. È incoraggiante che la RAI, l'emittente nazionale italiana, e la FLC CGIL, il più grande sindacato italiano, si siano espressi così chiaramente a favore dei Lettori non nazionali. Speriamo che il caso di infrazione pendente davanti alla CGUE fornisca una giustizia tardiva per la nostra categoria”.

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