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Domenica, luglio 14, 2024
ReligioneAhmadiyyaLa persecuzione subita dalla comunità musulmana Ahmadiyya in Pakistan

La persecuzione subita dalla comunità musulmana Ahmadiyya in Pakistan

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Robert Johnson
Robert Johnsonhttps://europeantimes.news
Robert Johnson è un giornalista investigativo che ha svolto ricerche e scritto su ingiustizie, crimini d'odio ed estremismo sin dai suoi inizi per The European Times. Johnson è noto per aver portato alla luce una serie di storie importanti. Johnson è un giornalista impavido e determinato che non ha paura di inseguire persone o istituzioni potenti. Si impegna a utilizzare la sua piattaforma per far luce sull'ingiustizia e per ritenere responsabili coloro che sono al potere.

Introduzione Per un periodo, il Ahmadiyya musulmano La comunità pakistana ha subito persecuzioni e pregiudizi nonostante la garanzia costituzionale della libertà religiosa nel paese. La situazione è peggiorata di recente, con fazioni estremiste come Tehrik-e-Labaik (TLP) che alimentano animosità e aggressività nei confronti degli Ahmadi. L’oppressione è arrivata a un punto tale che molti Ahmadi sono costretti a fuggire dal Pakistan per garantire la sicurezza delle proprie famiglie e praticare liberamente la propria religione. Organizzazioni come la Comitato Internazionale per i Diritti Umani (IHRC) e il Coordinamento dell'Associazione e del Particulier per la Libertà di Coscienza (CAP-LC) hanno attivamente sensibilizzato e sostenuto i diritti della comunità musulmana Ahmadiyya.

Il ruolo di Tehrik-e-Labaik nella persecuzione degli Ahmadi In un incidente documentato dall'IHRC, uno studente di 16-17 anni di nome Syed Ali Raza, associato a una madrasa locale Ahl-e-Sunnat (scuola islamica), è stato identificato come il presunto autore dell'uccisione di due musulmani Ahmadiyya, Ghulam Sarwar e Rahat Ahmad Bajwah. Il rapporto implica anche Sajid Lateef, capo organizzatore della Madrasa, come una figura impegnata a prendere di mira gli ahmadi. Questo incidente sottolinea come gruppi estremisti come TLP stiano sempre più prendendo di mira e opprimendo i membri della comunità Ahmadiyya, costringendo molti a cercare rifugio in altri paesi.

TLP è stato coinvolto in modo prominente nella diffusione di sentimenti anti-Ahmadi e nella perpetrazione di violenze in Pakistan. Il gruppo ha usato la propria influenza per spingere il governo ad agire contro i musulmani Ahmadiyya, ricorrendo spesso a proteste e minacce. Ciò ha creato un clima di paura e intimidazione per la comunità musulmana Ahmadiyya, portando molti a vivere in isolamento o a lasciare del tutto il Paese.

Organizzazioni come IHRC e CAP-LC hanno condannato la persecuzione dei musulmani Ahmadiyya in Pakistan. Chiedono alla comunità internazionale di fare pressione sul governo affinché tuteli i diritti del popolo musulmano Ahmadiyya e assicurino i responsabili di queste azioni alla giustizia. Queste organizzazioni chiedono alle autorità di fermare le attività del TLP e di allineare le loro leggi agli standard internazionali come delineato nel Patto internazionale sui diritti civili e politici (ICCPR).

Le lotte affrontate dalla comunità musulmana Ahmadiyya in Pakistan hanno attirato l’attenzione di tutto il mondo, con gruppi per i diritti umani e leader religiosi di vari paesi che chiedono all’azione. CAP-LC e IHRC hanno lavorato attivamente per aumentare la consapevolezza sulle sfide incontrate dai musulmani Ahmadiyya attraverso campagne, conferenze e iniziative di sensibilizzazione.

Durante una conferenza organizzata da CAP-LC e IHRC, i leader religiosi hanno deliberato sulla protezione della libertà di religione e di credo per tutti gli individui. I partecipanti alla conferenza hanno sottolineato la salvaguardia dei diritti delle minoranze e la responsabilità dei governi per le loro azioni.

L'incapacità del Pakistan di salvaguardare i musulmani Ahmadiyya e di adempiere alle proprie responsabilità internazionali rimane un problema urgente nonostante i tentativi di affrontarlo. L'incapacità del governo di proteggere la comunità musulmana Ahmadiyya e il suo ruolo nel maltrattare i gruppi minoritari ne macchiano la reputazione e vanno contro i suoi impegni. È imperativo che il mondo non rimanga in silenzio di fronte a queste violazioni della dignità e della sacralità della vita.

La Dichiarazione Universale dei Diritti dell'Uomo, articolo 18, afferma che “Ogni individuo ha diritto alla libertà di pensiero, di coscienza e di religione; tale diritto comprende la libertà di cambiare religione o credo, e la libertà di manifestare, individualmente o in comune, in pubblico o in privato, la propria religione o il proprio credo nell'insegnamento, nelle pratiche, nel culto e nell'osservanza dei riti». Sfortunatamente, in Pakistan, i membri della comunità musulmana Ahmadiyya sono privati ​​di questo diritto, portando molti a cercare rifugio in altri paesi per praticare liberamente la propria fede e garantire la propria sicurezza.

Vari organismi internazionali, come l' Nazioni unite e le organizzazioni globali per i diritti umani, hanno costantemente lanciato allarmi sui maltrattamenti dei musulmani Ahmadiyya in Pakistan. Recentemente, il 13 luglio 2021, gli esperti dei diritti umani delle Nazioni Unite hanno espresso preoccupazione per le continue violazioni dei diritti umani subite dai musulmani Ahmadiyya in tutto il mondo. Hanno esortato la comunità internazionale a intensificare gli sforzi per fermare la persecuzione subita dagli Ahmadi.

La Lahore High Court Bar Association emette una direttiva che richiede attenzione. Nel mezzo della crisi, l’Associazione degli avvocati dell’Alta Corte di Lahore ha compiuto un passo preoccupante ordinando ai funzionari di polizia di intraprendere un’azione legale contro i musulmani Ahmadi che si riuniscono, osservano e pregano durante le festività musulmane dell’Eid. Facendo riferimento alle leggi che designano gli Ahmadi come “non musulmani” e utilizzando un linguaggio provocatorio, l'associazione degli avvocati si è allineata con punti di vista simili a quelli dei mullah e dei religiosi radicali che hanno recentemente incitato alla violenza.

Questa direttiva dell'Ordine degli Avvocati è vista come un ulteriore tentativo di giustificare la persecuzione degli Ahmadi e negare loro il diritto di praticare il proprio credo. Il dottor Aaron Rhodes, presidente del Forum per la libertà religiosa in Europa, ha condannato questa azione come “scioccante” e ha invitato le associazioni degli avvocati di tutto il mondo a incoraggiare le loro controparti a combattere l'intolleranza e la violenza religiosa.

La situazione tesa che porta all’Eid-ul-Adha La situazione diventa più delicata mentre il Pakistan si prepara a celebrare il Festival dell’Eid-ul-Adha a metà giugno 2024, un’occasione per i musulmani. Dato che gli Ahmadi vivono nella paura e rischiano ripercussioni per le loro pratiche di fede, è imperativo che la comunità globale agisca tempestivamente per salvaguardare la loro sicurezza e il diritto all’espressione.

I difensori dei diritti umani hanno mostrato preoccupazione per il peggioramento della situazione in Pakistan. Temono che le direttive legali che prendono di mira gli ahmadi perché praticano il loro credo possano portare alla violenza e all’instabilità nella nazione, intensificando ulteriormente l’esodo degli ahmadi in cerca di rifugio in altri paesi.

CAP-LC e IHRC svolgono un ruolo nel sostenere i diritti della comunità musulmana Ahmadiyya in Pakistan. Chiedono alla comunità internazionale di esercitare pressioni sul governo per garantire la protezione di tutti i cittadini, indipendentemente dalla loro fede, e per creare un ambiente in cui gli Ahmadi possano vivere e praticare la propria religione senza timore di persecuzioni o di dover fuggire dalla propria patria.

Queste organizzazioni sottolineano che non si tratta solo di difendere i diritti dei musulmani Ahmadiyya, ma anche di sostenere i diritti umani e gli standard legali. Restare in silenzio di fronte alle violazioni della dignità umana e del valore della vita è inaccettabile.

CAP-LC e IHRC sono stati incessanti nei loro sforzi per sensibilizzare e difendere la comunità musulmana Ahmadiyya. Hanno impiegato metodi, tra cui campagne, conferenze e iniziative di advocacy, per spingere il governo ad adempiere alle proprie responsabilità e salvaguardare i diritti dei suoi cittadini.

La battaglia in corso per la libertà su scala globale è evidenziata dalle difficili circostanze in Pakistan. La difficile situazione della comunità musulmana Ahmadiyya serve a ricordare la ricerca dei diritti umani universali e della libertà religiosa che trascendono i confini locali.

Con il Festival Eid-ul-Adha all'orizzonte, l'incertezza incombe sul futuro della comunità Ahmadiyya in Pakistan. Le minacce ingiuste, la violenza e l’oppressione legale che subiscono contraddicono palesemente i loro diritti di esseri umani. È imperativo che la comunità internazionale non trascuri queste violazioni e si unisca per garantire che gli ahmadi in Pakistan possano praticare la propria fede senza paura o intimidazioni e senza essere costretti a lasciare la propria patria per cercare sicurezza e libertà religiosa altrove.

La persecuzione subita dai musulmani Ahmadiyya in Pakistan costituisce una violazione della libertà e della dignità umana. Le entità internazionali devono intraprendere un'azione immediata per esercitare pressioni sul governo affinché salvaguardi il benessere della comunità Ahmadiyya e chieda conto agli autori di violenza e discriminazione. Gli sforzi di sensibilizzazione intrapresi da organizzazioni come CAP-LC e IHRC sono fondamentali nel sostenere la causa della libertà per i musulmani Ahmadiyya.

Mentre gli occhi di tutto il mondo rimangono fissi sugli sviluppi in corso in Pakistan, ciò sottolinea che la ricerca della libertà religiosa trascende i confini: una lotta condivisa che richiede attenzione.

È fondamentale che la comunità globale si unisca e denunci con forza ogni forma di persecuzione o discriminazione legata alla fede. Dobbiamo collaborare per garantire che tutti, indipendentemente dal loro credo, possano condurre una vita di libertà e sicurezza nella propria Patria. Sostenendo i diritti e gli standard legali, possiamo sforzarci di creare un mondo in cui la libertà religiosa sia accessibile a ogni individuo e nessuno sia costretto a fuggire dal proprio Paese per praticare la propria fede liberamente e in sicurezza.

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