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L'UE imporrà dazi del 50% sull'acciaio nel tentativo di proteggere l'industria dalla Cina

La Commissione europea ha presentato un piano per dimezzare le importazioni di acciaio esenti da dazi e raddoppiare i dazi sui volumi in eccesso, portandoli al 50%, in una delle sue più dure misure di difesa commerciale degli ultimi anni...

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L'UE imporrà dazi del 50% sull'acciaio nel tentativo di proteggere l'industria dalla Cina

La Commissione europea ha presentato un piano per dimezzare le importazioni di acciaio esenti da dazi e raddoppiare i dazi sui volumi in eccesso al 50%, in una delle sue misure di difesa commerciale più severe degli ultimi anni. Mirata principalmente a contenere la sovrapproduzione cinese, la proposta mira a proteggere i produttori di acciaio europei in difficoltà, ad allineare la politica commerciale dell'UE a quella di Washington e a rafforzare la ricerca di sovranità industriale da parte dell'Unione. La misura, tuttavia, rischia di mettere a dura prova i rapporti con il Regno Unito e di aumentare i costi per le industrie a valle come l'automotive e l'edilizia.

Bruxelles, 8 ottobre 2025 – L’Europa sta rafforzando le sue difese commerciali. La Commissione europea ha proposto di ridurre drasticamente le quote di importazione dell’acciaio e di aumentare i dazi doganali 50% su tutti i volumi che superano il nuovo limite, in una mossa volta a rilanciare l'industria siderurgica europea e a frenare le distorsioni del mercato causate dalla sovracapacità globale — principalmente da Cina.

Nel nuovo quadro, l'annuale contingente esente da dazi cadrebbe a 18.3 milioni di tonnellate, quasi la metà dei livelli attuali. Qualsiasi importazione al di sopra di tale soglia sarebbe soggetta a una nuova tariffa tariffaria elevata, che sostituirebbe l'attuale aliquota di salvaguardia del 25%. Un nuovo regola del "fondere e versare" richiederà inoltre agli importatori di identificare il luogo in cui l'acciaio è stato effettivamente prodotto per impedire l'elusione attraverso paesi terzi.

La Commissione afferma che il piano fa parte del suo strategia più ampia per rafforzare sovranità industriale europea e coordinarsi con gli Stati Uniti attraverso un’“alleanza dei metalli” congiunta volta a contrastare le pratiche commerciali sleali e a ridurre la dipendenza strategica.

Salvaguardare un settore fondamentale

L'industria siderurgica dell'UE, che opera a circa 67% della capacità, ha lottato per rimanere competitiva in mezzo alle importazioni a basso prezzo. I responsabili politici avvertono che la perdita della produzione di acciaio metterebbe a repentaglio non solo la produzione manifatturiera, ma anche l'Europa obiettivi di transizione verde, poiché l'acciaio è essenziale per le infrastrutture, le turbine eoliche e i veicoli elettrici.

"L'acciaio è il fondamento della forza industriale dell'Europa e delle tecnologie verdi di cui abbiamo bisogno", ha affermato un funzionario dell'UE a conoscenza della proposta. "Senza una solida base siderurgica, non esiste una transizione autonoma verso l'energia pulita".

La Commissione inquadra l'aumento tariffario come un misura correttiva temporanea progettato per riequilibrare il mercato e dare ai produttori nazionali spazio per investire acciaio a basso tenore di carbonio tecnologie.

Reazione e attriti politici

Il piano ha già suscitato critiche da parte del Regno UnitoDurante la serata, 80% delle esportazioni di acciaio andare all'UELondra ha avvertito che il raddoppio delle tariffe potrebbe "devastare" il settore e costare migliaia di posti di lavoro. L'organismo di settore Acciaio del Regno Unito ha definito la misura “una minaccia esistenziale”.

Anche le aziende automobilistiche e edilizie dell'UE sono preoccupate, temendo costi di produzione più elevati e interruzioni dell'approvvigionamento. Gli analisti commerciali avvertono che la mossa potrebbe invitare rappresaglia o controversie dinanzi al Organizzazione mondiale del commercio, soprattutto se visto come protezionistico.

Il calcolo strategico dell'Europa

Nonostante i rischi, Bruxelles insiste sul fatto che la proposta è in linea con l' Green Deal europeo e sostiene il passaggio verso produzione industriale a basse emissioniGarantendo una concorrenza leale e stimolando gli investimenti nell'“acciaio verde”, l'UE spera di raggiungere sia i suoi obiettivi climatici che quelli di competitività.

Gli Stati membri e il Parlamento europeo Ora il piano deve essere discusso e approvato. La Germania, le cui case automobilistiche dipendono fortemente dall'acciaio importato, potrebbe svolgere un ruolo decisivo nel definire la versione finale.

La Commissione desidera che le nuove garanzie siano messe in atto prima che scada l'attuale sistema allineato all'OMC. metà 2026Per Bruxelles il messaggio è chiaro: proteggere la capacità siderurgica europea non è più solo una questione economica, ma una questione di resilienza strategica in un'epoca di competizione globale.