La Spagna si è mossa per aprire un nuovo fronte legale contro le principali piattaforme di social media, chiedendo ai procuratori di indagare Meta, TikTok e X sulle accuse secondo cui materiale pedopornografico generato dall'intelligenza artificiale sarebbe circolato sui loro servizi. L'annuncio, fatto il 17 febbraio 2026, segna una svolta più netta nella risposta dell'Europa al modo in cui l'intelligenza artificiale generativa può accelerare la creazione e la diffusione di immagini illegali online.
Secondo Reuters, il Primo Ministro Pedro Sánchez ha affermato che lo Stato spagnolo deve agire per proteggere "la sicurezza, la privacy e la dignità" dei bambini, citando un rapporto tecnico redatto da tre ministeri. L'inchiesta giunge mentre i governi europei discutono di norme più severe per l'accesso degli adolescenti ai social media e valutano la responsabilità delle piattaforme i cui algoritmi decidono quali contenuti promuovere, consigliare o amplificare. (Reuters)
L’intelligenza artificiale sta cambiando la portata del problema
Al centro dell'iniziativa della Spagna c'è un timore da tempo segnalato dagli esperti di tutela dei minori: che gli strumenti generativi possano produrre materiale offensivo più velocemente di quanto i sistemi di rilevamento tradizionali riescano a tenere il passo. Reuters osserva che la Spagna sta intervenendo nel contesto di un più ampio controllo su come i sistemi di raccomandazione, le pratiche di moderazione e le scelte di progettazione delle piattaforme possano contribuire a conseguenze dannose per i minori. (Reuters)
Questa preoccupazione è cresciuta in tutta Europa, poiché le autorità di regolamentazione stanno sempre più trattando la sicurezza online come una questione "di sistema", non solo per quanto riguarda i singoli post, ma anche per la progettazione del prodotto e gli algoritmi che possono generare esposizione. All'inizio di questo mese, The European Times riferito sul controllo dell'UE su Il “design avvincente” di TikTok, dove funzionalità come lo scorrimento infinito e la riproduzione automatica sono state citate come fattori di rischio, in particolare per gli utenti più giovani.
Pressione normativa parallela oltre la Spagna
La richiesta della procura spagnola si inserisce in un più ampio contesto europeo di applicazione della legge e di indagini. Reuters riporta che la Commissione irlandese per la protezione dei dati ha avviato un'indagine formale sul chatbot di intelligenza artificiale Grok di X, esaminando il trattamento dei dati personali e le preoccupazioni relative alla generazione di contenuti a sfondo sessuale che coinvolgono minori. (Reuters)
Separatamente, Bruxelles ha anche intensificato il controllo dei servizi online ai sensi del suo regolamento digitale, il Digital Services Act (DSA), compresi i casi incentrati sulla protezione dei minori da contenuti illegali e dannosi. The European Times in precedenza si è parlato di come l'UE abbia iniziato a utilizzare il DSA per affrontare l'esposizione dei minori alla pornografia in indagini formali sulle principali piattaforme di contenuti per adulti.
Quello che viene dopo
Saranno ora i procuratori spagnoli a stabilire la portata e la direzione dell'inchiesta. La questione più ampia è se la combinazione di indagini nazionali, misure di controllo a livello UE e supervisione sulla protezione dei dati possa effettivamente limitare gli abusi resi possibili dall'intelligenza artificiale, o se il ritmo dell'innovazione continuerà a superare le garanzie integrate nelle piattaforme odierne.
Per l'Europa, il 17 febbraio 2026 segna un'altra tappa in una realtà in rapida evoluzione: la protezione dei minori online non è più solo una sfida di controllo o di moderazione dei contenuti. È anche un test di governance su come vengono progettati i prodotti digitali, come funzionano gli algoritmi e con quale rapidità gli Stati possono far rispettare le regole che hanno scritto.
