Il governo del Quebec, la provincia più grande del Canada, ha presentato un nuovo disegno di legge, il disegno di legge n. 9 - Legge sulla laicità dello Stato, che ha suscitato un ampio dibattito pubblico e critiche da parte delle organizzazioni religiose. Il disegno di legge integra le normative esistenti del 2017 e del 2019 e amplia le restrizioni alla presenza religiosa nella sfera pubblica.
Il disegno di legge vieterebbe ai dipendenti pubblici di indossare simboli religiosi visibili, tra cui hijab, turbanti e kippah, e grandi croci; limiterebbe le preghiere e le cerimonie religiose nelle università; chiuderebbe le sale di preghiera nei college e nelle università a partire dal prossimo anno; obbligherebbe i dipendenti degli asili nido a indossare mascherine; abrogherebbe le normative relative ai locali religiosi e renderebbe i menu conformi ai requisiti religiosi. La legge distingue tra simboli "evidenti" e "delicati", che non sono invadenti e sono consentiti ai dipendenti pubblici.
Sono previste eccezioni per gli "elementi del patrimonio religioso del Quebec", che consentono di interpretare i simboli cattolici come culturali piuttosto che religiosi, come il crocifisso.
Il governo sostiene che l'iniziativa è necessaria per sostenere la neutralità religiosa della provincia e impedire che le nomine siano influenzate dall'affiliazione religiosa.
La secolarizzazione in Québec ha radici storiche profonde. Fino agli anni '1960, la Chiesa cattolica ha svolto un ruolo di primo piano nell'istruzione e nell'assistenza sanitaria. Durante la cosiddetta "Rivoluzione silenziosa", la sua influenza è diminuita drasticamente e lo Stato ha assunto il controllo di importanti istituzioni pubbliche.
Negli ultimi anni, il dibattito sulla laicità si è intensificato a causa dell'aumento dell'immigrazione e delle tensioni sociali, anche dopo le proteste pro-palestinesi nei campus universitari. Il Primo Ministro François Legault ha affermato che le misure mirano a proteggere l'identità del Québec e a garantire la neutralità del settore pubblico.
I critici del disegno di legge sostengono che esso colpisce in modo sproporzionato le donne musulmane che lavorano nel sistema educativo, poiché alcuni simboli religiosi non possono essere "nascosti". Alcune organizzazioni definiscono le misure discriminatorie e mettono in guardia contro una crescente alienazione sociale.
Altri analisti ritengono che l'iniziativa distolga l'attenzione da gravi problemi sociali, come la carenza di personale medico e la crisi abitativa.
Secondo il censimento del 2021, circa 145,000 persone in Québec si identificano come ortodosse. Nella provincia operano decine di chiese ortodosse e diverse comunità monastiche. Attualmente, non vi sono restrizioni alle attività religiose nelle chiese o alla celebrazione dei sacramenti negli ospedali e nelle istituzioni sociali.
Tuttavia, permangono ancora incertezze riguardo allo stato delle cappelle universitarie, dei servizi di cappellania e degli eventi religiosi pubblici.
Fonte: Ortodossia pubblica
