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L'Italia dice...

La risposta all'ultima interrogazione parlamentare sul caso di alto profilo Lettori dimostra che la Commissione europea ha accettato senza riserve le prove fornite dall'Italia nel terzo caso di infrazione, senza precedenti e storico, per violazione della disposizione del Trattato sulla parità di trattamento

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L'Italia dice...

La vicepresidente esecutiva del College e commissaria per gli affari sociali, Roxana Mînzatu, ha risposto alle ultime interrogazione parlamentare dell'eurodeputata irlandese Cynthia Ní Mhurchú sulla conduzione da parte della Commissione di una terza procedura di infrazione contro l'Italia per discriminazione nei confronti di docenti universitari stranieriLettori) e le motivazioni della sua improvvisa decisione di archiviare il caso. La discriminazione è stata ritenuta contraria al diritto dell'UE in quattro casi chiari sentenze  della Corte di giustizia, la prima delle quali risale al 1989. 

La questione Ní Mhurchú, posta nel dicembre 2025, fa seguito a una precedente domanda prioritaria dell'ottobre 2025, a sua volta un seguito di un ancora precedente domanda del marzo 2025. La sequenza degli interrogatori evidenzia la tensione tra la posizione del Parlamento europeo secondo cui la Commissione dovrebbe essere responsabile della condotta della procedura di infrazione e la resistenza della Commissione al controllo delle sue decisioni. 

Compatibilità della normativa italiana sui Lettori con il diritto dell'UE 

Una misura della resistenza della Commissione a mettere in discussione la sua condotta Lettori caso di violazione è che non ha affrontato la domanda di Ní Mhurchú sulla compatibilità di una condizione di prescrizione nel diritto italiano Decreto Ministeriale n. 688/2023 con il diritto dell'UE al primo e al secondo momento della richiesta. Questo decreto è la legislazione attraverso la quale l'Italia ha affermato di porre fine alla discriminazione contro Lettori e di dare esecuzione alla seconda sentenza di infrazione della Corte di giustizia, sentenza che ha assegnato la Lettori accordi ininterrotti per decenni di trattamento discriminatorio a partire dalla data del primo impiego.  

Il Decreto Ministeriale sottopone gli insediamenti dovuti all' Lettori a una condizione di prescrizione o di prescrizione nazionale, limitando così il numero di anni per i quali hanno diritto agli indennizzi. Ciò equivale, come ha sottolineato Ní Mhurchú nella prima delle sue domande, "a sostenere che il diritto dei lavoratori stranieri, sancito dal Trattato, alla parità di trattamento può essere circoscritto dal diritto nazionale". 

La frustrazione di Ní Mhurchú per le risposte evasive della Commissione traspare dalla formulazione della sua terza domanda sulla questione giuridica in gioco: “ La Commissione intende rispondere affermativamente o negativamente alla domanda se ritenga conforme al diritto dell'Unione il limite degli anni per i quali i Lettori hanno diritto a risarcimenti retroattivi per discriminazione, previsto dal decreto legge 688?

A questa domanda il Commissario Minzatu ha risposto come segue: 

"Per quanto riguarda le norme relative al termine di prescrizione contenute nel decreto ministeriale n. 688/2023 del 24 maggio 20231, le autorità italiane hanno indicato nell'ambito della causa C-519/232 [terzo caso di infrazione] che il decreto ministeriale non sottopone i pagamenti dovuti ai Lettori a una nuova prescrizione o prescrizione. " 

Da una lettura attenta di entrambe le domande e risposte emergono chiaramente due aspetti. Il primo è il riconoscimento dell'esistenza di un termine di prescrizione regolato in conformità alla normativa italiana ai sensi del Decreto Ministeriale. Il secondo è che la questione Ní Mhurchú riguarda chiaramente la compatibilità di tale termine di prescrizione con il diritto dell'Unione e non con una nuova normativa. Lettori- una disposizione specifica sulla prescrizione, come insinua la Commissione, rimettendosi alla posizione delle autorità italiane. 

A 6,440 parole, Decreto Ministeriale n. 688/2023 è di quasi 3,000 parole più lungo della sentenza della Corte di Giustizia nella seconda sentenza di infrazione contro l'Italia, che si propone di attuare. Per quanto lungo sia il decreto, si potrebbe supporre che la Commissione, in qualità di custode dei trattati, ne esaminerebbe attentamente le disposizioni, in particolare l'articolo 3.1.c. sulla quantificazione degli indennizzi dovuti a Lettori per decenni di trattamento discriminatorio. Sebbene la sentenza della Corte non ponga limiti agli accordi dovuti a Lettori, l'articolo 3.1.c stabilisce che nel calcolo delle liquidazioni dovute “la quantificazione non tiene conto delle somme per le quali il diritto rilevante è estinto”. Questa qualifica è stata utilizzata dalle università per limitare a cinque anni le condanne per trattamento discriminatorio dovuto a Lettori, la cui media degli anni di servizio supera i 30 anni. 

Il censimento delle condizioni discriminatorie nelle università italiane 

Ní Mhurchú, al punto n. 2 della sua interrogazione, chiede alla Commissione perché si è rifiutata di esaminare i dati del censimento che dimostravano una discriminazione persistente nei confronti Lettori nelle università italiane. Il motivo per cui è stato effettuato il censimento è meglio spiegato nel contesto delle circostanze che hanno dato origine a quella che è una terza procedura di infrazione senza precedenti per la stessa violazione del diritto dell'UE. 

Il Trattato istitutivo di Roma (1957) prevedeva un solo procedimento di infrazione in un'unica fase contro gli Stati membri che ritenevano di aver violato gli obblighi del Trattato. Nell'idealismo dell'epoca, i firmatari davano forse per scontato che gli Stati membri avrebbero automaticamente obbedito alle eventuali sentenze di infrazione della Corte di Giustizia. Quando divenne chiaro che questo idealismo era fuori luogo, il Trattato di Maastricht (1992) prevedeva un secondo procedimento di esecuzione e l'imposizione di sanzioni pecuniarie da parte della Corte agli Stati membri che ignoravano le sue sentenze di infrazione. Insieme, queste due disposizioni miravano a garantire il rispetto degli obblighi del Trattato da parte degli Stati membri. 

Nel Lettori caso la Corte ha ritenuto l'Italia colpevole di discriminazione nella sua prima sentenza di violazione del 2001. Nel seguito caso di esecuzione Nella sentenza del 2006, la Grande Camera della Corte ha nuovamente dichiarato l'Italia colpevole di discriminazione per non aver dato attuazione alla sentenza del 2001 entro il termine stabilito nel parere motivato della Commissione. Nell'intervallo tra la scadenza e l'udienza dinanzi ai 13 giudici della Grande Camera della Corte, l'Italia ha introdotto una legge dell'ultimo minuto per presumibilmente porre fine alla discriminazione.   

Prima che i giudici potessero imporre sanzioni, dovevano accertare se fossero stati effettivamente conclusi gli accordi per anni di trattamento discriminatorio previsti dalle disposizioni della legge dell'ultimo minuto. L'Italia ha sostenuto che erano stati conclusi gli accordi corretti. La Corte ha osservato in modo significativo che, poiché le deposizioni della Commissione non contenevano informazioni provenienti dalla Lettori per contrastare tale affermazione non ha potuto imporre le sanzioni richieste. 

Se è merito della Commissione aver avviato una terza procedura di infrazione contro l'Italia quando è diventato chiaro che non erano stati raggiunti i corretti accordi, è anche una conseguenza della negligenza della Commissione nella gestione del procedimento di esecuzione che ha portato all'apertura di una terza procedura senza precedenti. La morale della condotta del terzo procedimento è stata chiarita da un altro deputato irlandese, Michael Mc Namara, nel suo domanda alla Commissione. Per evitare che si ripeta lo sfortunato esito del secondo caso di infrazione, Mc Namara ha chiesto che "la Commissione verifica università per università con i docenti di lingue straniere per garantire che siano stati effettuati i pagamenti corretti dovuti ai sensi del diritto dell'UE". 

Il censimento condotto da Asso.CEL.L, con sede a Roma Lettori organizzazione e FLC Cgil, il più grande sindacato italiano, ha raccolto dati sugli accordi transattivi nelle università italiane. Tra gli atenei, Milano si distingue come esempio di ateneo che ha correttamente applicato la sentenza della Corte di Giustizia, riconoscendo ai suoi Lettori accordi transattivi ininterrotti per trattamenti discriminatori in un accordo firmato dal rettore con la FLC CGIL. Sebbene contratti e condizioni di lavoro siano simili in altri atenei censiti, questi atenei non hanno seguito l'esempio di Milano e pertanto continuano a violare la disposizione del Trattato sulla parità di trattamento. 

Sebbene la Commissione avesse inizialmente richiesto di visionare i risultati del Censimento, ha successivamente informato per lettera la FLC CGIL che non avrebbe esaminato i dati. Nella sua risposta all'onorevole Ní Mhurchú, la Commissione ha dichiarato di aver invece trasmesso i dati ricevuti a "le autorità italiane chiedono la loro reazione”. Ha aggiunto che le autorità italiane hanno poi spiegato i passi compiuti “per garantire che tutti gli ex lettori idonei fossero identificati e ricevessero la ricostruzione della loro carriera”. La Commissione ha chiuso il caso poco dopo. 

Implicazioni e sviluppi futuri 

Per coloro che presumono che le garanzie e le pratiche nei loro sistemi giuridici nazionali si estendano alla conduzione dei procedimenti di infrazione, la condotta della Commissione Lettori caso sarà probabilmente una sorpresa. Sarà sorprendente che la Commissione abbia rifiutato di esaminare le prove fornite dal denunciante Lettori e invece lo ha trasmesso alle autorità italiane per l'interpretazione e poi ha rinviato alla loro interpretazione. Sarà inoltre sorprendente che la Commissione, in risposta alle domande dei rappresentanti eletti del Lettori al Parlamento europeo sulla sua condotta nel terzo caso di infrazione, ha eluso le domande poste e ha invece risposto presentando la posizione delle autorità italiane, ovvero quanto affermato dall'Italia. 

Dal 1° luglio al 31 dicembre 2026, l'Irlanda assumerà la Presidenza del Consiglio dell'Unione Europea. Per svolgere al meglio il suo ruolo di Presidenza, il Governo ha invitato cittadini e organizzazioni a presentare proposte per individuare questioni, temi e aree politiche a livello dell'UE a cui prestare particolare attenzione. In risposta a questo invito, Asso.CEL.L ha presentato una proposta. 

Con specifico riferimento alla Lettori Nel caso in esame, Asso.CEL.L sostiene da tempo che le procedure esistenti per lo svolgimento delle procedure di infrazione non garantiscono la giustizia del Trattato, in particolare in caso di mancata cooperazione da parte di uno Stato membro intransigente. La memoria sottolinea che le procedure in vigore vanno a vantaggio dello Stato membro inadempiente e a discapito degli interessi dei cittadini dell'UE. 

Il contributo è stato pubblicato sul sito web dell' Dipartimento degli affari esteri il mese scorso. Sarà integrato da ulteriore documentazione nelle prossime settimane. Questa documentazione aggiuntiva includerà, tra l'altro, l'Asso.CEL.L. lettera aperta sul canale Lettori caso alla Presidente della Commissione, Ursula von der Leyen e una copertura selezionata del caso da The European Times e altri titoli di qualità.