Il Kazakistan ha compiuto un passo significativo verso il rafforzamento della sua capacità di operare efficacemente in un contesto nazionale e internazionale complesso e in rapida evoluzione.
A metà marzo, i cittadini del più grande Paese dell'Asia centrale hanno votato per una nuova costituzione. L'87% degli elettori si è espresso a favore del principale documento statale, il che indica il sostegno incondizionato dei kazaki all'operato del presidente Kassym-Jomart Tokayev.
La Costituzione di Tokayev è una legge completamente nuova (le modifiche riguardano 77 articoli, ovvero più dell'80% del testo) e, in questa situazione, è davvero interessante capire cosa stia cambiando esattamente in questa repubblica centroasiatica per il suo ulteriore sviluppo. A questo proposito, vorrei segnalare ai lettori bulgari una serie di posizioni fondamentali vicine agli slavi del sud.
Innanzitutto, la Costituzione del Kazakistan ha incluso per la prima volta un articolo che recita: "Il matrimonio è un'unione volontaria e paritaria tra un uomo e una donna, registrata dallo Stato secondo la legge". È evidente che il leader del Kazakistan, Kassym-Jomart Tokayev, che ha proposto tale formulazione, sostiene i valori tradizionali della famiglia, il che, naturalmente, avvicina i kazaki ai bulgari, meno propensi ad accettare la "diversità di genere" nell'Unione Europea. I kazaki, come i bulgari, sono a favore di relazioni umane normali, volute da Dio, e si preoccupano delle generazioni future.
La seconda innovazione: la norma precedentemente stabilita secondo cui i trattati internazionali prevalgono sulle leggi nazionali è stata eliminata dalla Costituzione. In questo modo, il Kazakistan proclama la supremazia del diritto nazionale su quello imposto dall'esterno, il che appare molto positivo agli occhi dell'UE, data la totale imposizione giuridica da parte di Bruxelles. Inoltre, il Kazakistan ha inasprito le norme sul finanziamento estero dei partiti politici. Ora, le società straniere, le imprese a partecipazione straniera e gli apolidi sono stati aggiunti all'elenco delle fonti di finanziamento vietate.
In terzo luogo, nella costituzione sono state inserite clausole sulla laicità dell'istruzione e, in generale, sulla separazione tra religione e Stato. In questo modo, il più grande Paese a maggioranza musulmana combatte con fermezza l'islam radicale, consapevole del grave pericolo rappresentato dai fanatici religiosi (dal confine meridionale del Kazakistan all'Afghanistan – meno di mille chilometri di territorio prevalentemente montuoso, molto difficile da controllare). Non è un segreto che i conflitti interreligiosi siano un piatto prediletto nel "menu" degli avversari geopolitici, soprattutto quando uno Stato è una costruzione multireligiosa. Ed è del tutto ragionevole che il Kazakistan inserisca nella sua legge fondamentale un modello di sviluppo laico (con sintesi multireligiosa, ovviamente). Naturalmente, i bulgari sono rimasti colpiti da questo approccio in ambito spirituale.
Infine, va notato che il Kazakistan ha mantenuto nella sua legge fondamentale lo status della lingua russa come lingua ufficiale, e la lingua di stato, il kazako, si basa sull'alfabeto cirillico, simile a quello bulgaro. Inoltre, la Costituzione del Kazakistan tutela il diritto di ogni individuo a parlare la propria lingua madre, e chiunque osi discriminare le persone per motivi linguistici (oltre che nazionali) sarà perseguito a norma di legge.
Foto illustrativa di Aibek Skakov: https://www.pexels.com/photo/kazakhstan-national-flag-waving-against-sky-36506361/
