Dietro l'immagine accuratamente costruita di modernità e riforma, la pena di morte non è scomparsa. Si è intensificata.
Secondo un rapporto di Human Rights Watch, oltre 2,000 esecuzioni in 10 anni.
Sono le sei del mattino. In una prigione saudita, un uomo è in attesa. Non comprende appieno la lingua in cui è stato giudicato. Non ha avuto accesso a un avvocato. La sua famiglia è lontana, a volte a migliaia di chilometri di distanza. Poche ore dopo, verrà giustiziato. Il suo nome non finirà sui giornali. La sua storia si perderà in una statistica.
È qui che inizia la realtà.
Oltre 2,000 esecuzioni in 10 anni
1,000Primi 1,000: 6 anniProssimi 1,000: Solo 4 anni
Circa il 50% dei cittadini stranieri giustiziati
Il ritmo accelerato
Oltre 2,000 esecuzioni in dieci anni. Questa soglia, superata di recente, segna una svolta. Secondo il rapporto dell'organizzazione non governativa Human Rights Watch, questo aumento non è graduale, bensì... accelerandoPer raggiungere le prime 1,000 esecuzioni dal 2015 ci sono voluti sei anni. Le successive 1,000 sono state eseguite in soli quattro anni. Questo ritmo dice tutto.
Non si tratta più di un sistema che ricorre a punizioni estreme con moderazione. È un sistema che le ha normalizzate, ampliate e integrate nella propria logica di governo.
La contraddizione della modernità
Eppure, allo stesso tempo, l'Arabia Saudita si presenta come un Paese in trasformazione. Grandi progetti economici, apertura culturale, diplomazia globale: sotto la guida del principe ereditario Mohammed bin Salman, il Regno sta costruendo un'immagine di modernità e riforma. È qui che risiede la contraddizione. Perché dietro quest'immagine accuratamente costruita, la pena di morte non è diminuita, anzi si è intensificata.
Crimini e pene
Secondo Human Rights Watch, la maggior parte delle esecuzioni non riguarda i "crimini più gravi". Reati legati alla droga Da sole, queste azioni rappresentano una quota significativa delle condanne a morte. Atti non violenti – a volte di lieve entità secondo gli standard internazionali – portano a punizioni irreversibili. La logica della deterrenza sembra aver sostituito la logica della giustizia.
Accuse di natura politica
Ancor più preoccupante è il fatto che alcune esecuzioni siano collegate ad accuse di natura politica. Gli individui perseguitati per le loro opinioni, espressioni o presunto dissenso vengono processati all'interno di un quadro giudiziario in cui prevale l'ambiguità. L'uso di Condanna discrezionale Consente di estendere la pena di morte a casi che, altrove, rientrerebbero nella libertà di espressione o nel dibattito pubblico.
Un sistema senza garanzie
In un sistema del genere, i giudici detengono un potere immenso con una supervisione limitata. Procedure opache, accesso ristretto alla difesa legale e mancanza di trasparenza alimentano una crescente percezione di arbitrarietà. Il problema non è solo la pena di morte in sé, ma l'intero sistema che la produce.
Le vittime invisibili: i lavoratori migranti
Poi ci sono quelli di cui sentiamo parlare meno: i lavoratori migrantiQuasi la metà delle persone giustiziate sono cittadini stranieri. Provengono dall'Asia, dall'Africa e da altre regioni. Lavorano nell'edilizia, nei servizi domestici e in altri settori vulnerabili.
- Nessuna traduzione simultanea durante il procedimento.
- Nessuna assistenza legale efficace
- Nessuna rete di supporto
Quando vengono arrestati, vengono gettati in un sistema che non comprendono. Senza traduzione, senza un'assistenza legale efficace, senza reti di supporto, diventano i più esposti, i più vulnerabili, i più invisibili.
Promesse non mantenute
Il rapporto evidenzia anche una contraddizione profondamente inquietante: la continua esecuzione di individui condannati per crimini commessi come minoriNonostante gli impegni ufficiali per porre fine a tali pratiche, i casi documentati dimostrano che non sono cessate del tutto. Non si tratta semplicemente di un fallimento nell'attuazione, ma rivela un profondo divario tra le promesse politiche e la realtà giuridica.
Cronologia degli impegni non mantenuti
2021
Le autorità hanno proposto una moratoria sulle esecuzioni per reati legati alla droga.
2022-2025
Le esecuzioni sono riprese su vasta scala, raggiungendo livelli di registrazione.
La complicità dell'Europa
La risposta internazionale rimane incerta. Le organizzazioni per i diritti umani continuano a documentare e condannare questi sviluppi. Ma le grandi potenze continuano a impegnarsi, investire e cooperare. L'Europa, in particolare, si trova in una posizione contraddittoria: da un lato afferma di sostenere i diritti umani come valore fondamentale, dall'altro rafforza i legami economici e strategici con Riad.
È possibile condannare la pena di morte nei forum internazionali e al contempo rafforzare i rapporti con uno Stato che ne sta ampliando l'applicazione? Si possono difendere i valori senza accettare il costo politico della coerenza?
La scomoda verità
Spesso si fanno paragoni con altri Paesi. Certo, anche l'Iran, la Cina e altri Paesi compiono esecuzioni su larga scala. Ma l'Arabia Saudita rappresenta un caso unico: sta attivamente cercando di ridefinire la propria immagine globale, attrarre investimenti e posizionarsi come attore centrale nell'ordine mondiale. Tale ambizione comporta aspettative più elevate. Quanto più un Paese cerca di influenzare la propria società, tanto più viene giudicato in base al rispetto delle norme fondamentali.
L'Arabia Saudita sta davvero trasformando il suo sistema o sta semplicemente rinnovando la propria immagine?
Perché dietro ogni esecuzione c'è una realtà umana irreversibile. Una vita finita. Una famiglia distrutta. Una storia cancellata. I 2,000 non sono un numero astratto. Sono 2,000 destini.
La modernità non si misura con i grattacieli, gli eventi globali o gli investimenti stranieri. Si misura da come uno Stato tratta i suoi cittadini più vulnerabili, i più silenziosi, i più dimenticati.
Oggi, in Arabia Saudita, la pena di morte non è una reliquia del passato. È uno strumento del presente.
E finché questa realtà persisterà, nessuna strategia di comunicazione, per quanto sofisticata, sarà in grado di nascondere quella che è diventata una scomoda verità: Un'immagine può essere modernizzata, ma un sistema giudiziario che uccide non può rimanere nascosto per sempre.
Fonte: Rapporto di Human Rights Watch | Analisi basata sulle esecuzioni documentate dal 2015
