La Commissione afferma che AWS e Azure potrebbero essere soggetti alle norme più severe dell'Europa in materia di mercato digitale, poiché l'infrastruttura cloud sta diventando centrale per l'intelligenza artificiale e la dipendenza delle imprese da essa.
La Commissione europea ha compiuto un passo significativo verso l'inclusione di Amazon Web Services e Microsoft Azure nell'ambito del Digital Markets Act, sostenendo che le due piattaforme cloud potrebbero fungere da intermediarie nell'economia digitale europea, pur non raggiungendo le soglie numeriche previste dalla legge.
In una decisione preliminare pubblicata il 25 giugno, la Commissione ha comunicato ad Amazon e Microsoft che i loro servizi di cloud computing dovrebbero essere designati come "gatekeeper" ai sensi del DMA (Digital Markets Act). La decisione non è definitiva. Entrambe le società possono esaminare il fascicolo e presentare le proprie osservazioni prima che Bruxelles decida se imporre l'intero insieme di obblighi.
Il cloud diventa centrale nella politica tecnologica dell'UE.
La Commissione Posizione preliminare su AWS e Azure Questo segna un cambiamento nel modo in cui l'Europa percepisce il potere digitale. I servizi cloud non sono più visti solo come infrastrutture di sfondo. Ora sono alla base dell'intelligenza artificiale, della pubblica amministrazione, della finanza, della sanità, del commercio al dettaglio, della produzione e di molti dei servizi che i cittadini europei utilizzano quotidianamente.
Bruxelles sostiene che AWS e Azure fungano da importanti punti di accesso tra le imprese e i clienti nell'UE. Questo è importante perché le aziende che basano le proprie infrastrutture su un unico ecosistema cloud possono trovarsi ad affrontare elevati costi di migrazione, vincoli tecnici e ostacoli pratici all'interoperabilità con i servizi concorrenti.
Nel novembre 2025 la Commissione ha avviato indagini sul mercato del cloud per valutare se Amazon e Microsoft dovessero essere soggette al DMA (Digital Markets Act) nonostante non raggiungessero le soglie standard per la designazione di gatekeeper. Tali indagini hanno anche esaminato se gli obblighi esistenti in materia di DMA siano sufficientemente solidi per affrontare pratiche del settore del cloud quali il vincolo di fornitura, il bundling, l'accesso limitato ai dati e gli ostacoli all'interoperabilità.
Si tratta di un riscontro preliminare, non di una sentenza definitiva.
La posizione giuridica è importante. Amazon e Microsoft non sono ancora state definitivamente designate come gestori del cloud. La decisione della Commissione avvia la fase successiva del procedimento, offrendo a entrambe le società la possibilità di contestare le prove e sostenere che i loro servizi non dovrebbero rientrare in tale regime.
Se la Commissione confermerà la sua posizione, AWS e Azure entreranno a far parte dell'elenco dei servizi di piattaforma principali soggetti agli obblighi previsti dalla normativa DMA (Digital Markets Authority). Le norme sono concepite per impedire alle maggiori piattaforme digitali di sfruttare posizioni di mercato consolidate a svantaggio dei concorrenti o degli utenti aziendali. In pratica, ciò potrebbe significare un controllo più rigoroso dell'interoperabilità, delle preferenze privilegiate, dei termini contrattuali e delle condizioni di accesso per le aziende che dipendono dall'infrastruttura cloud.
Il Brussels Times ha riferito che AWS e Azure sono rispettivamente il primo e il secondo fornitore di servizi cloud nell'UE e insieme rappresentano circa il 60% del mercato, pur notando anche le prime obiezioni da parte di entrambe le società. Amazon ha criticato quello che ha definito un inutile livello normativo, mentre Microsoft ha messo in dubbio il motivo per cui Google Cloud non fosse incluso nello stesso studio. il punto vendita con sede a Bruxelles.
Le ambizioni dell'Europa in materia di intelligenza artificiale dipendono dal cloud.
Il caso si inserisce in un momento delicato per la strategia digitale europea. Le istituzioni dell'UE stanno cercando di sostenere l'innovazione nazionale, limitando al contempo la dipendenza da un numero ristretto di fornitori di infrastrutture extraeuropei. Questa tensione è particolarmente evidente nel settore dell'intelligenza artificiale, dove la capacità del cloud, l'accesso ai dati e la potenza di calcolo possono determinare quali aziende cresceranno e quali rimarranno marginali.
The European Times recentemente è stato riportato come l'Europa stia cercando di trasformare la ricerca e i talenti delle start-up in aziende tecnologiche più grandi attraverso nuovi finanziamenti per l'innovazione e un sostegno incentrato sulla sovranità. Questa spinta più ampia per Campioni tecnologici europei Sarà difficile se le aziende più piccole non potranno trasferire dati, servizi o carichi di lavoro tra i fornitori di servizi cloud a condizioni eque.
Per i responsabili politici, quindi, la questione del cloud non riguarda solo Amazon e Microsoft. Riguarda la capacità dell'economia digitale europea di rimanere sufficientemente aperta per i nuovi operatori, sufficientemente sicura per gli usi di interesse pubblico e sufficientemente competitiva da evitare di riprodurre la stessa concentrazione che ha caratterizzato i precedenti mercati delle piattaforme.
La prossima decisione avrà conseguenze più ampie
Una designazione definitiva non risolverebbe tutte le problematiche relative alla concorrenza nel cloud computing. Tuttavia, riunirebbe due degli attori più influenti del settore in un quadro normativo incentrato sulla contendibilità e sull'equità. Ciò potrebbe rafforzare la posizione degli utenti aziendali che chiedono condizioni più chiare e maggiore libertà tecnica, ma potrebbe anche innescare una controversia più ampia su quanto l'Europa debba spingersi nella regolamentazione di un'infrastruttura sempre più globale, complessa e ad alta intensità di capitale.
La Commissione sta ora cercando di tracciare una linea di demarcazione precisa: sufficientemente rigorosa da prevenire la dipendenza strutturale da un singolo fornitore, ma al contempo sufficientemente flessibile dal punto di vista procedurale da resistere a eventuali contestazioni legali. L'esito sarà seguito con attenzione non solo dai fornitori di servizi cloud, ma anche da ogni azienda, ente pubblico e istituto di ricerca europeo che basa il proprio futuro sulla potenza di calcolo a noleggio.
